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I giochi di posizione secondo Pep Guardiola – Parte 1

Proponiamo la prima parte della traduzione di un interessante articolo di Adin Osmanbasic collaboratore di Marti Perarnau e analista vicino alle idee del ‘Gioco di Posizione’ di Pep Guardiola.

Qui puoi trovare la seconda parte:

Il gioco di posizione secondo Pep Guardiola – Parte 2

Introduzione

Durante la sua permanenza da allenatore al Barcellona sono stati vinti 14 trofei su 19 disponibili. Quattro su sei le competizioni in cui il Byern Monaco si è affermato nella sua prima stagione in Germania. Questo articolo analizzerà il “Gioco di Posizione”, la filosofia di Pep Guardiola nella sua seconda stagione al Bayern Monaco. In Italia sono conosciuti come “Giochi di Posizione”[1] mentre gli olandesi li chiamano ‘Positespiel’. In inglese questa filosofia di gioco è è da noi definita come ‘Positional Play’. Osservare e allenare il calcio attraverso le lenti del gioco di posizione è probabilmente il motivo principale che ha portato al successo uno dei più grandi allenatori della storia del calcio. Nota: Ho ampliato l’analisi di questi temi in un’intervista pubblicata su LeftWing Soccer. L’intervista rappresenta lo sviluppo ideale di questo articolo e include riflessioni sui Giochi di Posizione e il loro allenamento, tattica, strategia e altro! Puoi trovare qui l’articolo.

I principi del Gioco di Posizione

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I principi del Gioco di Posizione Il Gioco di Posizione è una filosofia con diversi principi dei quali quello fondamentale è rappresentato dalla ricerca della superiorità. Esistono svariati modi con cui questa superiorità può essere ottenuta così come svariati tipi di superiorità ottenibili. Una volta ottenuta la superiorità la squadra può sfruttare la situazione per dominare il gioco. Tutti gli altri principi derivano da questa idea, così come ben illustrato in questo estratto da un’intervista esclusiva che ho avuto con Martin Pernau [2]:

“I giochi di posizione non consistono nel passare il pallone in orizzontale ma in qualcosa molto più difficile: consiste nel generare superiorità dietro ogni linea di pressione avversaria. Ciò può essere effettuato più o meno velocemente, più o meno in profondità, più o meno in gruppo ma in ogni caso l’unico riferimento che bisogna mantenere è la ricerca della superiorità. O, per dirla in un’altra maniera, creare uomini liberi tra le linee avversarie.

I giochi di posizione sono un modello di gioco strutturato, premeditato, ragionato, studiato e allenato fin nei dettagli. Gli interpreti di questo tipo di gioco devono essere a conoscenza delle varie possibilità che possono verificarsi durante la partita oltre ad essere consapevoli del loro ruolo in ogni momento di gioco. Ovviamente ci sono intepretazioni buone e meno buone. Ci sono giocatori che non provano nemmeno ad adattarsi a questo modello di gioco ma che comunque restano giocatori straordinari e riescono ad apportare molte qualità alla propria squadra.

Ma, in linea di massima, per gli interpreti di questo modello di gioco è necessario avere la più profonda conoscenza dell’intero catalogo di movimenti che vanno eseguiti. Come in molte composizioni musicali, uno stesso spartito può essere spunto per diverse interpretazioni: veloce, piano, più armonioso… un’interpretazione più o meno concreta di ciò che ti piace ma ciò che va mantenuta in ogni caso è la melodia di fondo che deve rimanere fedele all’originale. Il Gioco di Posizione è uno spartito musicale che ogni squadra può giocare al suo proprio ritmo ma è essenziale riuscire a generare ad ogni modo superiorità alle spalle delle linee di pressione avversarie. La squadra che ha interpretato il Gioco di posizione nella maniera più straordinaria è senza dubbio il Barcellona di Pep Guardiola.

Quando il mister lasciò Barcellona, la squadra continuò a giocare il solito calcio ma hanno gradualmente perso di vista l’attenzione e l’intensità nei movimenti fondamentali fino al punto che esso divento troppo piatto prevedibile con una tendenza esagerata al passaggio in orizzontale che alla fine riduceva completamente la possibilità di generare superiorità dietro le linee di pressione avversarie. Questo è stato uno dei maggiori problemi che hanno afflitto il Barca in queste due ultime stagioni, sebbene non l’unico.
“Nel Bayern Monaco Guardiola ha proposto il Gioco di Posizione che Luois Van Gaal introdusse cinque anni addietro. Ma quello che il Bayern Monaco sta giocando oggi è un gioco di posizione molto più orientato lungo l’asse verticale e che richiede un’elevatissima padronanza di qualità tecniche perché cerca di costruire  le suddette superiorità numeriche non attraverso passaggi orizzontali bensì verticali. Questa risulta, a tutti gli effetti, un’interpretazione estremamente ambiziosa del Gioco di Posizione.” – Marti Perarnau
La superiorità in fase di posizionamento è necessaria per avere la possibilità di penetrare le linee difensive avversarie, muovere la palla in maniera efficace ed avere un controllo del pallone continuo. Una forma di superiorità è la superiorità numerica. Avere un sovrannumero di giocatori significa che la tua squadra ha un uomo libero. L’obiettivo è di trovare l’uomo libero o smarcato attraverso il movimento della palla, il posizionamento o il movimento dei giocatori. L’uomo libero nel tuo attacco è posto nella migliore situazione sul campo ed ha un valore elevatissimo per la fase offensiva. Manuel Lillo [3] esprime molto bene questo concetto con una sola frase:
“Ricerca il terzo uomo (uomo libero) affinché sia capace di girarsi e affrontare il gioco.” – Juona Manuel Lillo

Per esempio, quando si cerca di sfuggire dalla pressione avversaria è raccomandabile che la tua squadra ricerchi un lungo passaggio orizzontale verso il terzo uomo. Questo è uno dei principi chiave per evitare controattacchi. Il terzo uomo rappresenta un’opzione per un passaggio lungo e di conseguenza, solitamente, ha a sua disposizione un maggiore spazio di gioco e una migliore visione di gioco. E’ pratica comune dei top team effettuare un passaggio di scarico subito dopo un pasaggio lungo a sfuggire dal pressing.

Un passaggio lungo provoca pressione sul giocatore destinatario in quanto dà maggior tempo alla difesa avversaria di leggere la traiettoria così come maggior tempo per arrivare sul pallone. Così, una volta che un passaggio è sfuggito alla pressione e questa si trasferisce verso la destinazione del passaggio stesso, la palla viene scaricata verso un compagno di squadra. Ciò permette di servire il pallone ad un giocatore che, in quel momento, ha una migliore visuale di gioco e molta meno pressione rispetto al giocatore che ha effettuato lo scarico.

Il giocatore libero deve sempre essere appoggiato per poter avvantaggiarsi della sua condizione. Perché questo supporto sia possibile le squadre di Guardiola solitamente svuotano la zona più lontana dalla palla, ad esempio lasciando la zona nella diagonale opposta alla posizione della palla praticamente vuota mentre la squadra si muove in appoggio in zona palla in maniera aggressiva.

Queste zone in sottonumero sono le meno importanti per il gioco nell’immediato sebbene giochino un ruolo non necesariamente secondario. Le squadre di Guardiola ricercano la superiorità nel centro del campo. Occupare in maniera il centro significa che i giocatori hanno sempre un’opzione di passaggio disponibile. La maniera in cui i giocatori di Guardiola si aiutano l’un l’altro tendono a creare situazioni in cui ogni giocatore  abbia sempre a sua disposizione 2 o, più preferibilmente, 3 possibilità di passaggio.

Questo atteggiamento spinge a creare sul campo triangoli e rombi nella struttura di gioco. Un triste esempio di quando Pep abbandonò questo principio è la sconfita per 0-4 subita con il Real Madrid all’Allianz Arena. La sua squadra giocò un 4-2-4 in cui le zone centrali non furono controllate e i giocatori del centro non avevano appoggi disponibili. Questa zona ‘isolata’ portò il Bayern a perdere molti palloni in aree rischiose del campo e alla conseguente incapacità di creare azioni offensive realmente pericolose.

Un esempio classico di ricerca della superiorità numerica nel Gioco di Posizione è chiamata “Salita Lavolpiana” o uscita alla La Volpe[4]. Essa rappresenta una delle varianti alla progressione per far salire la palla dalla zona difensiva. Molto spesso le squadre di Pep hanno giocatori che si inseriscono sulla propria linea difensiva nel caso in cui la pressione della squadra avversaria sia portata con un numero uguale a quello dei giocatori della propria squadra. Il valore di questa considerazione è affermato così da Lillo:

“Il Gioco di Posizione consiste nel generare superiorità a partire dalla propria linea difensiva contro chi ti sta esercitando pressione.  Tutto risulta molto più semplice se l’uscita dalla difesa è pulita.” – Juan Manuel Lillo

Utilizzare il portiere rappresenta un altro modo per creare superiorità numerica a partire dalla difesa, attraversare le linee di gioco avversarie e avanzare guadagnando campo per creare opportunità d’attacco vantaggiose. La Salita Lavolpiana  è una delle varianti nella quale i difensori centrali si allargano e un centrale di centrocampo si abbassa nello spazio vuoto risultante. Questo movimento crea un triangolo di gioco oltre ad aver il portiere come sostegno per l’avanzamento della palla.

Questa soluzione è utilizzata molto spesso quando l’avversario pressa con due attaccanti i due difensori centrali in fase di impostazione. Grazie a questa soluzione si viene a creare un 3 contro 2 che permette di avere un uomo sempre libero. Gli esterni difensivi salgono a centrocampo mentre i centrali si allargano non solo per offrire un’opportunità di passaggio ma allo stesso tempo per creare una superiorità numerica sulla linea di centrocampo. La creazione di questa superiorità fornisce delle opportunità di gioco verso la porta avversaria molto vantaggiose. Juan Manuel Lillo riconosce questo atteggiamento come uno dei principi del suo stile di gioco:

“Passare alle successive linee di gioco” – Juan Manuel Lillo

Lillo y Pep

Pep Guardiola utilizza egli stesso questi principi di gioco, tanto che è diventato comune vedere i centrali larghi con un centrocampista abbassarsi sulla linea difensiva. Marti Perarnau ha parlato in questa maniera delle origini della uscita Lavolpiana:
“Sebbene in Spagna divenne comune nella stagione 2009-2010 di Josep Guardiola con il Barcellona FC, è in Messico che viene utilizzato maggiormente. La Volpe lo utilizzò con la sua squadra fin dalla metà degli anni ’90, inclusa la squadra nazionale Messicana nel periodo in cui Guardiola giocò con i Dorados de Sinaloa ed ebbe l’occasione di conoscere il La Volpismo.– Marti Perarnau
Un’altra forma di superiorità è la superiorità qualitativa. Anche questo concetto è ben noto. La ricerca dell’1 contro 1 e del 2 contro 2 e oltre dei tuoi migliori giocatori contro quelli peggiori degli avversari è una strategia comune nel mondo del calcio. Essa è illustrata perfettamente in questa frase di Paco Seirul-Lo[5]:
“Ci sono superiorità numeriche, posizionale e qualitative. Non tutti gli uno contro uno sono situazioni di equilibrio.” – Paco Seirul-Lo
Così come affermato da Paco esiste un altro tipo di superiorità oltre alle due già menzionate. Esiste una superiorità nello spazio o superiorità posizionale. In questa forma di gioco i giocatori sono disposti secondo differenti profondità e ampiezza. Questa disposizione crea spazi interni e linee di passaggio all’interno della formazione avversaria. C’è una grande attenzione allo spazio “tra le linee. I giocatori vanno alla ricerca di zone vuote tra le linee difensive orizzontali e verticali della squadra avversaria.

Sacchi

Ci sono spazi specifici che devono essere occupati dai giocatori in momenti specifici. Gli spazi specifici o posizioni che devono essere occupati dipendono da diverse variabili. Un determinato gruppo di giocatori della squadra occupa zone specifiche in relazione alla palla, sebbene i giocatori che fanno questo lavoro possono variare a causa dello scambio flessibile dei ruoli. Un giocatore determina la propria posizione o il proprio movimento in riferimento alla posizione della palla, dei propri compagni, degli avversari e degli spazi. Arrigo Sacchi[6] fece un’osservazione simile a proposito della fase difensiva del suo grande Milan:
“Inostri giocatori hanno quattro punti di riferimento: la palla, lo spazio, l’avversario ed i propri compagni. Ogni movimento deve avvenire in relazione a questi punti di riferimento. Ogni giocatore deve decidere quali di questi punti di riferimento devono determinare i propri movimenti.” – Arrigo Sacchi

Queste superiorità o sovrannumero producono conseguenzeinteressanti sul gioco. Le combinazioni diventano più strette e veloci quando in uno spazio c’è un sovrannumero. E’ possibile oltrepassare la linea difensiva sul lato forte del gioco oppure aprire spazi sul lato lontano del campo di gioco oltre a consentire un possesso palla stabile e sicuro.

La mobilità nel posizionamento dei giocatori in fase di possesso si traduce direttamente in una migliore struttura in fase di contropressing non appena la palla viene persa. Per contropressing si intende il pressing effettuato sulla squadra avversaria non appena si perde possesso; un aspetto molto ben noto delle squadre di Guardiola. La fase offensiva e quella difensiva non possono essere separate nel gioco di posizione.

L’idea di gioco in fase offensiva di una squadra ha un impatto diretto sul lavoro da effettuare una volta in fase difensiva. Di conseguenza, le strategie di una squadra in fase dipossesso danno il ‘là’ a tutti gli altri aspetti della partita. Guardiola inoltre ha una regola dei 15 passaggi che deriva dalla sua convinzione che la sua squadra non possa essere preparata ad affrontare una transizione negativa così come un buon attacco strutturato senza aver precedentemente effettuato 15 passaggi. Ciò provvede un tempo e una stabilità adeguati ai giocatori per muoversi secondo i prorpi ruoli all’interno delle strutture e strategie offensive. Johan Crujff[7] disse questo a proposito del successo del Barcellona nella transizione negativa dovuto all’apporto aggressivo verso la palla quando in fase di possesso:

“Sapete come fa il Barcellona a recuperare la palla così velocemente? E’ perché non devono correre mai all’indietro più di dieci metri in quanto non effettuano mai passaggi più lunghi di 10 metri.” – Johan Crujff
Oscar Moreno[8] illustra l’importanza di controllare entrambe le fasi di gioco contemporaneamente così:
“Creare la prossimità del maggior numero di giocatori di opposizione nei pressi della palla. Recuperare la palla immediatamente quando persa in spazi nei quali si è uniti. Frammentare il gioco avversario mantenendo intatto il proprio.Tutto mantenendo la consapevolezza che, durante le scelte in fase di possesso, si stanno generando le condizioni per la futura fase difensiva e viceversa.” – Oscar Cano Moreno

Ciò si riferisce sia alla stabilità difensiva derivante dalla stabilità in fase offensiva che ad altri aspetti attraverso cui Guardiola concepisce il calcio. Per Pep questo concetto si applica anche all’idea che i concetti generali non debbano essere separati all’interno delle due fasi. Alcuni principi che sono utilizzati esclusivamente in fase difensiva possono essere utilizzati in fase di possesso.

Per esempio nel calcio sono le difese ad essere proattive, nel senso che sono esse a determinare dove si indirizzerà il gioco a seguito della loro disposizione in zone definite del campo con l’obiettivo di bloccare l’avanzamento verso la porta. La difesa definisce le regole e l’attacco reagisce alle sue scelte cercando di segnare gol e vincere. L’obiettivo di Pep è cambiare l’impostazione del calcio moderno mentre altri allenatori si limitano a cercare di vincere le partite.

La sua fase offensiva cerca di essere quella realmente proattiva, di determinare in che modo il gioco verrà giocato, di togliere il controllo del gioco alla difesa. Fare in modo che sia l’attacco a determinare come la difesa debba reagire invece che la difesa decida come l’attacco debba giocare la palla. Egli utilizza la palla per manipolare la difesa avversaria. Questo è un cambiamento chiave nella lotta per il controllo del gioco in una partita di calcio.

In aggiunta a questa idea, attraverso un duro allenamento, i suoi giocatori sono abili a lavorare collettivamenteper controllare le fasi di gioco laddove nessuno sembra poter essere in reale controllo. Per esempio quando la squadra di Pep perde il pallone va immediatamente in contropressing, come già detto. Ciò significa che perfino in fase di transizione i giocatori cercano l’azione piuttosto che la reazione al cambio di gioco e di ritmo.

Essi pressano immediatamente determinado così cosa l’avversario farà durante la fase di transizione, piuttosto che abbassarsi permettendo all’avversario di gestire la transizione a suo piacimento. Affrontano ogni fase della partita meglio di quanto facciano gli avversari. Le condizioni perché questi concetti possano attuarsi nel gioco sono continuamente generati durante la partita, persino in fase di possesso e creazione della struttura offensiva.

All’interno delle strutture create in fase di possesso, un principio cardine è quello di creare triangoli o più preferibilmente rombi di gioco. I moduli non sono così importanti per Guardiola. Sono semplici numeri. Egli presta molta più attenzione alla perfetta copertura del campo in relazione alla palla.

La formazione di triangoli permette ai giocatori di avere un migliore orientamento sul campo e genera uniformità di movimenti. A seconda della posizione della palla i giocatori si posizioneranno in una maniera che permetta loro di indirizzarla verso zone significative del campo. Se la palla è sulla fascia sinistra offensiva le posizioni che devono essere occupate sono completamente diverse dalle posizioni da occupare in caso di palla nei pressi della propria area di rigore.

In queste diverse fasi i giocatori possono effettuare movimenti specifici in relazione l’uno con l’altro. Queste includono ma non si limitano a: corse in sovrapposizione e in diagonale interna, movimenti a sostegno del portatore. Esistono delle “regole” generali all’interno di questi metodi di strutturare la posizione dei giocatori in relazione alla palla. Queste non vanno eseguite pedissequamente ma sono raccomandate per poter dare continuità e fluidità al gioco. L’idea è che un massimo di 3 giocatori può occupare una stessa linea del campo nello stesso momento, così come non più di 2 possono restare su di una verticale contemporaneamente.

Se un sistema di gioco ha triangoli di gioco naturali al suo interno diventa più semplice per i giocatori formare triangoli in fase di possesso. Questa è una delle ragioni per cui vediamo spesso squadre che giocano in questa maniera adottare moduli come il 3-4-3 e 4-3-3 e loro varianti. Ogni giocatore è in connessione con gli altri muovendosi assieme come catene attraverso in modo da avere  la migliore disposizione in fase di possesso ed essere di supporto per i propri compagni e la palla. Oscar Moreno definisce così l’interconnessione di tutti i giocatori sul campo:

“Ogni azione implica l’azione seguente per ricevere la palla” – Oscar Cano Moreno
Un’altra chiave di lettura fondamentale del gioco di posizione è la manipolazione dell’avversario:
“L’obiettivo è muovere l’avversario, non la palla” – Pep Guardiola

Ogni singola azione che avviene sul campo di gioco deve avere uno scopo. La palla non si muove senza un obiettivo preciso. La palla si muove per far muovere l’avversario, per raggrupparlo verso una zona del campo perché il nostro obiettivo è attaccare la zona opposta. Ogni passaggio ha come obiettivo di costituire l’eliminazione dell’avversario. Se non è possibile eliminare l’avversario i giocatori manterranno il pallone cercando di spostare gli avversari dalla loro posizione. L’abilità nell’attuare tale strategia è conseguita attraverso l’attuazione delle strutture in fase di possesso di cui abbiamo parlato precedentemente.

L’uomo libero è uno dei fattori più importanti per quanto riguarda la manipolazione dell’avversario. Questa è ottenuta principalmente attraverso la trasmissione della palla nella zona di campo opposta a quella in cui abbiamo trascinato l’avversario. Solitamente l’uomo libero è il giocatore smarcato dall’altro lato del campo che ha la migliore opportunità d’attacco. La palla è uno strumento utilizzato per eliminare gli avversari e manipolare il loro equilibrio difensivo. La palla non viene mantenuta in posseso fine a se stessa; il Possesso è la conseguenza dello stile di gioco.

[…]

“L’idea principale alla base del Gioco di Posizione è che i giocatori si scambiano il pallone tra di loro in uno spazio ristretto per permettere di passarlo ad un compagno libero più distante.” – Juan Manuel Lillo
Abbiamo analizzato i principi del gioco di posizione e visualizzato alcuni esempi della sua strategia ma è molto importante osservare come tale filosofia si relaziona ai movimenti specifici e alle idee dei suoi giocatori. La palla può muoversi attraverso un passaggio, una guida o un tiro. Un giocatore deve essere completamente padrone sul come e quando effettuare questi gesti per poter creare una soluzione vantaggiosa per la propria squadra.

Pep y Johan

Ogni movimento può condurre gli avversari a concentrarsi nei pressi del pallone aprendo altri spazi nel resto del campo. Lionel Messi e specialmente Andres Iniesta sono maestri in questo. Essi creano spazi attirando molti giocatori verso di loro. Può essere considerata una sorta di “trappola offensiva per il pressing”, perché invitano alla pressione molti giocatori avversari per sfuggirgli e conquistare gli spazi ottenuti assieme ai propri compagni. Johan Crujff si espresse così a proposito di questo tipo di giocatori:
“Voglio giocatori che possono effettuare movimenti decisivi in piccoli spazi, voglio che lavorino il meno possibile per risparmiare energie per quel gesto decisivo” – Johan Crujff

In generale i giocatori devono sempre scegliere il passaggio per dare continuità al gioco e assicurarsi sempre di dare stabilità al passaggio fornendo un successivo appoggio. Ad esempio, se l’avversario è compatto, l’orientamento del gioco dovrà essere cambiato con passaggi più lunghi. Se l’avversario non è compatto allora è meglio combinare con scambi brevi così da sfruttare velocemente gli spazi.

Entrambi i tipi di passaggi devono essere comunque usati in maniera flessibile. I giocatori devono tentare di muovere la palla il più velocemente possibile  in modo da non permettere agli avversari di poter reagire in tempo lasciando csoì ai propri attaccanti di aver controllo sul ritmo di gioco. In termini di posizionamento, sistemarsi tra le linee avversarie attira l’attenzione di più di un giocatore, cosa che può dare ulteriore beneficio ai propri compagni.

Gli uomini tra le linee, chiamati interiores, dominano il gioco di posizione. Essi si posizionano tra le linee avversarie e la loro distanza dagli avversari è proprio ciò che causa il loro raggruppamento verso delle aree specifiche del campo. Essi sono maestri nell’eliminazione dei propri avversari e nell’evitare movimenti che li attraggono verso zone del campo in cui i difendenti hanno un facile accesso al pallone. i giocatori posizionati tra le linee avversarie devono continuamente muoversi in modo da avere sempre una linea di passaggio libera tra sè e la palla oppure tra sè e il compagno che una linea di passaggio aperta con il pallone.

Restare fuori dalle zona d’ombra degli avversari significa che loro non possono bloccarti col semplice posizionamento e ciò invita un numero maggiore di giocatori a doversi interessare degli interiors. La maniera particolare con la quale questi ricevono la palla può anche influenzare la maniera in cui vengono marcati.

Il movimento della palla e dei giocatori rappresentano come segnali nel linguaggio del calcio, così se un giocatore corre ad occupare uno spazio per ricevere la palla molto velocemente, i difensori sono spinti a muoversi con la stessa rapidità per seguirlo lasciando uno spazio libero da poter sfruttare oppure un uomo libero. Siegbert Tarrasch[9] parla a proposito degli scacchi in una maniera che sipuò applicare anche al gioco di posizione:

“I punti deboli o i buchi nella posizione dell’avversario vanno occupati con dei pezzi, non con pedoni.” – Siegbert Tarrasch

Questo vuol dire che i tuoi migliori uomini devono essere quelli tra le linee. Loro sono quelli che sfrutteranno nella maniera migliore i buchi nella difesa avversaria provocando i maggiori benefici possibili per la propria squadra. Esempi di questo tipo di giocatori nel periodo di Guardiola al Barcellona sono: Xavi Hernandez, Lionel Messi, Andres Iniesta e Sergio Busquets.

Gli esterni di difesa e le ali restano spesso molto ampi nei pressi delle linee laterali del campo. Loro allargano la difesa creando spazi interni e nuove linee di passaggio. L’apertura di questi spazi crea un ambiente ideale per gli interiores e crea suoeriorità e uomini liberi nella zona strategicamente più importante del campo: il centro.

I difensori iniziano a costruire il gioco a partire dalla linea difensiva e devono determinare il tipo di azione di attacco a cui dare inizio. Se l’avversario si abbassa molto e i suoi attaccanti non pressano è compito dei difensori muoversi verso gli avversari e attaccarli con lo scopo di disorganizzarli. Questi sono i principi maggiori che Guardiola utilizza con le proprie squadre quando insegna il Gioco di Posizione.

[SEGUE…]

* Nota: Ecco un video realizzato da Felipe Araya e FootballHunting di CD Palestino di Pablo Adrian Guede, una prima divisione lato cileno. Guede è un allenatore argentino che nei suoi giorni di gioco è stato un attaccante per diversi club, come ad esempio: Nueva Chicago, DeportivoEspanol, Xerez, Malaga, e Elche. Nel suo tempo a Elche fece amicizia con l’ex tecnico dell’FC Barcelona testa (e vice allenatore di Pep Guardiola) Tito Vilanova. Ha allenato CD El Palo, Nueva Chicago, e solo di recente ha assunto il lavoro come direttore di CD Palestino da ex allenatore Emiliano Astorga. Guede ha introdotto la filosofia del gioco di posizione del calcio e ha preso CD Palestino alla loro prima Copa Libertadores in 35 anni. Palestino Juego de Posición da Football caccia su Vimeo .

Note

[1]: Maurizio Viscidi è ben noto in Italia come uno dei migliori studenti e assistenti di ArrigoSacchi. Egli è anche un noto allenatore “Giochi Di Posizione”. Maurizio ha lavorato come direttore della gioventù, Coach tecnico e assistente allenatore sotto Cesare Prandelli e Antonio Conte per la Nazionale di calcio italiana. [2]: Marti Perarnau è un ex atleta olimpico che è l’autore della popolare libro “Pep Confidential” dove ha trascorso un anno intero con Guardiola durante la sua prima stagione al Bayern Monaco. Egli è anche l’autore di Perarnau Magazine. [3]: Juan Manuel Lillo è un pioniere di Juego de Posición. Pep Guardiola ha detto molte volte che va a Lillo per un consiglio. Lillo allenato Guardiola come giocatore nella sua stagione 2005-2006 come manager del club messicano Dorados de Sinaloa. [4]: Ricardo La Volpe è un famoso allenatore argentino. Ha vinto CONCACAF Gold Cup 2003 con il Messico. Pep Guardiola in particolare si è innamorato di sua 2006 messicano Nazionale. La Nazionale del Messico ha perso in Argentina nel giro di 16 2-1 dopo i tempi supplementari che la Coppa del Mondo. Questi risultati hanno portato il Messico al 4 nella classifica mondiale FIFA. [5]: PacoSeirul-Lo è un allenatore di fitness in FC Barcelona. Era il capo del Fitness Coach sotto Johan Cruyff quando è stato nominato nel 1993. E ‘uno scienziato spagnolo Sport che ha studiato Kinesiologia presso l’Instituto Nacional de EducacionFisica a Madrid. [6]: ArrigoSacchi allenato Milan 1.987-1.991 e 1.996-1.997. Ha vinto due Coppe dei Campioni torna indietro nel 1989 e nel 1990. Sacchi è famoso per il suo contributo alla marcatura a zona stile di difesa. [7]: Johan Cruyff è senza dubbio uno dei migliori giocatori e allenatori nella storia del gioco. Ha vinto 3 Balon d’Ors. E ‘stato allenato dal padre del “calcio totale”, RinusMichels. Pep Guardiola considera Cruyff sua grande influenza, essere allenato da lui e vincente di 4 La Liga 1991-1994. [8]: Oscar Moreno è l’autore di E ‘attualmente un allenatore di CD Alcoyano “Modelo de Juego del FC Barcelona.”. [9]: SiegbertTarrasch era un maestro tedesco di scacchi. Aveva molti libri sulla scacchi e ha contribuito molte cose per il gioco degli scacchi.

* Adin Osmanbasic è un allenatore di calcio e analista. Qui il link all’articolo originale: Juego de Posición under Pep Guardiola.

Qui puoi trovare la seconda parte:

Il gioco di posizione secondo Pep Guardiola – Parte 2

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