La struttura toroidale degli sviluppi del calcio moderno ed il giocatore universale

“…ogni spartizione dei “guadagni” conseguibili tra i giocatori non appartenenti alla coalizione è inferiore alla spartizione dei “guadagni” effettuata tra i giocatori appartenenti alla coalizione…”

“…Non si deve tuttavia pensare che non sia possibile raggiungere una situazione nella quale tutti ottengono il miglior risultato possibile se esso non è un equilibrio…

…ciò è possibile ma a condizione che si instauri una cooperazione tra i giocatori, vale a dire che tutti agiscano non col fine di ottenere il miglior risultato per sé, ma di ottenere il miglior risultato per il gruppo, e quindi, indirettamente, ottenendo un risultato migliore anche per sé…”

…poiché tuttavia spesso la razionalità collettiva contrasta con quella individuale, è nella maggior parte dei casi necessario un accordo vincolante tra i giocatori (e quindi una istituzione che vigili su tale accordo) ed una sanzione nei confronti di chi non lo rispetta, riducendo quindi il profitto del singolo se esso si allontana dalla combinazione di strategie che garantisce a tutti il miglior risultato, affinché nessuno trovi preferibile defezionare…

(J.F.Nash)

Possiamo partire dalla “Teoria dei Giochi” di questo famoso matematico, per poter definire il gioco del calcio moderno ed avvicinarci alla definizione del giocatore universale. Potremmo dire che gli allenatori attuali come Guardiola, L.Enrique ma anche quelli più lontani come J.Cruijf o R.Michels abbiano preso spunto dalle teorie, a volte anche allucinanti di J.Nash, per arrivare a produrre quello che oggi definiamo l’evoluzione del calcio ma che in fondo esiste da sempre o quasi.

Ho sempre pensato che dividendo gli sviluppi che accadono in campo in tre macrocategorie avrebbe aiutato la comprensione del gioco moderno, ma mi rendo conto che spesso non è così semplice, ma in fondo tentare non nuoce e noi ci proviamo. Per arrivare a quello che oggi ritengo essere il risultato massimo ossia il gioco circostanziale, parto da alcuni aspetti che includono un pensiero più ampio. Mi riferisco ai concetti di gioco situazionale e contestuale.

Partire dalla definizione di gioco contestuale (dal latino contextus, connessione / nesso) per descrivere uno sviluppo di gioco relativo ad un contesto, prodotto e sviluppato in base a equilibri predeterminati e pronti ad essere mossi, per arrivare alla definizione di gioco situazionale (dal latino sixtus, sito) per illustrare una situazione determinata da diversi fattori. Per arrivare alla fase di gioco circostanziale, riferito quindi ad un evento che ne determina la natura e ne conferisce più o meno importanza.
Ma per arrivare a tutto questo, dobbiamo abbandonare la visione del calcio attuale legato a numeri, moduli, ruoli e dire che:

L’UTILIZZO DEI NUMERI E DEI MODULI SERVONO DA ZONA CONFORT PER CHI LI UTILIZZA, IN MODO DA NON DOVER PENSARE A SITUAZIONI DI SVILUPPO ELABORATE E COMPLESSE, MA SOLO LEGATE A SITUAZIONI BASICHE COME LINEE, MODULI E STRUTTURE DI GIOCO DEFINITE, FATTE PASSARE POI PER L’EVOLUZIONE DEL CALCIO MODERNO…

bayern-munchen-lineup

E se invece cominciassimo a pensare e capire che tutto l’universo, le galassie, la Terra, l’uomo, la natura, tutto si basa su STRUTTURE TOROIDALI

E CHE QUINDI UN SISTEMA FUNZIONALE, EFFICACE, DINAMICO E FLESSIBILE IN QUANTO TALE NON PUO’ BASARSI SU CONTESTI RIGIDI COME QUELLI DEFINITI ED UTILIZZATI OGGI…

La struttura toroidale quindi partendo dal punto di connessione centrale con questa energia permette che il flusso salga verso l’alto in spirale e raggiunto l’apice del toro ridiscenda verso il basso al fine di tornare al punto zero e riprendere il ciclo…

Nella struttura di una squadra come il Bayern Monaco i giocatori in campo fanno si che il ciclo toroidale si ripeta continuamente, con sviluppi offensivi e difensivi, dove ogni giocatore è parte integrante del flusso senza avere un ruolo fisso o prestabilito.

bayern-toroide

E come si comportano i giocatori all’interno del sistema toroidale ?

  • SVILUPPARE UNA PROGRESSIONE PER AVERE COMPAGNI LIBERI DAGLI AVVERSARI O CON UN VANTAGGIO SPAZIO-TEMPORALE SUGLI STESSI
  • FACILITARE DETERMINATE RELAZIONI ATTRAVÉRSO PROCESSI COME PUNTARE L’AVVERSARIO PER PROVOCARE SPAZIO, A VANTAGGIO DEL CONTESTO, CON COMPAGNI CHE HANNO SPAZIO DA UTILIZZARE PER UNO SMARCAMENTO FUNZIONALE
  • CONDURRE O MUOVERE LA PALLA PER PER CATTURARE ATTENZIONE E PRESENZA DI AVVERSARI DA SUPERARE
  • DARE UN CONTESTO VANTAGGIOSO AI GIOCATORI CON MAGGIOR CAPACITA’ INDIVIDUALI
  • CREARE SUPERIORITA’ NUMERICA SU UN DETERMINATO SPAZIO PER LIBERARE ALTRI GIOCATORI IN ZONE OPPOSTE
  • PROMUOVERE LA CONQUISTA DELLA ZONA DI RIFINITURA
  • GARANTIRE LA COSTRUZIONE DI DIFFERENTE LINEE DI TIRO

Possiamo definire cosi il sistema toroidale un sistema di gioco auto-organizzato, un sistema di gioco che si riconosce e che è in grado di auto-controllarsi.

Lo scheletro di questo sistema lo possiamo definire come EQUILIBRIO VETTORIALE, ossia un campo di forze perfettamente bilanciato da linee di energia.

equilibrio-vettoriale
Per rendere meglio l’idea, possiamo trovare correlazioni di tipo visivo tra l’EQULIBRIO VETTORIALE e l’analisi posizionale degli sviluppi di gioco del Bayern Monaco. Le linee di energia che si sviluppano all’interno del campo da gioco le potremmo definire come RELAZIONI RECIPROCHE dei giocatori.

“…una relazione reciproca permette una relazione qualitativa tra la struttura (EQULIBRIO VETTORIALE) e lo sfondo (DINAMICA TOROIDALE) , in cui ognuno (GIOCATORE) ha il potenziale (TECNICO, TATTICO, FISICO, COGNITIVO) non solo di “impattare” sull’altro (GIOCATORE), ma di generare trasformazioni nella natura di ciò che ognuno è (CIRSOSTANZIALE)…

…In senso più ampio, la nozione della relazione reciproca permette la mutua influenza persino tra i processi macroscopici (CONTESTUALI) e quelli a livello atomico (CIRCOSTANZIALI) , indicando la complessità dei percorsi (SITUAZIONALI) attraverso i quali si manifesta l’infinità qualitativa della natura. (GIOCO)”

sistema-toroidalebayern-sistema-toroidale
Il ciclo del sistema toroidale (ossia la fase di possesso) rimarrà bilanciato ed equilibrato finchè tutte queste caratteristiche viste non saranno compromesse o saranno assenti. In questo caso il sistema di gioco si corromperà, collassando (perdita di possesso), trasformandosi poi in un nuovo stato e ripristinando il suo bilanciamento (recupero del possesso).

 

CARATTERISTICHE E PRINCIPI DEL SISTEMA TOROIDALE

  1. AUTO-CREAZIONE
  2. COMPLESSITA’
  3. AUTO-REGOLAZIONE / MANTENIMENTO
  4. ABILITA’ DI RISPOSTA A STRESSO INTERNO/ESTERNO
  5. IMPIEGO FUNZIONALE DI TUTTE LE PARTI COMPONENTI
  6. COMUNICAZIONE TRA LE PARTI
  7. REPROCITA’ DELLE PARTI NELLA CONTRIBUZIONE ED ASSISTENZA
  8. EFFICIENZA BILANCIATA TRAMITE ELASTICITA’
  9. CONSERVAZIONE DI CIO’ CHE FUNZIONA
  10. MODIFICA CREATIVA DI CIO’ CHE NON FUNZIONA BENE

Il protagonista di questo sistema toroidale è il GIOCATORE UNIVERSALE*, SEMI-UNIVERSALE e SPECIFICO o SPECIALIZZATO, anche se parlare ancora di giocatore specifico nel suo ruolo è una definizione limitante e limitativa per le sue caratteristiche e per la sua evoluzione. Ma non potremmo parlare di giocatore universale senza accostare il tutto ad un gioco, come detto all’inizio, di natura circostanziale e/o situazionale.

(*ATTRIBUZIONE DATA AL GIOCATORE CHE DEVE NECESSARIAMENTE COINCIDERE CON L’ESSENZA DEL GIOCO CHE SI CONSIDERA E CON CARATTERISTICHE INSITE, A VOLTE NASCOSTE, NEL SUO ESSERE CHE
DOVREBBERO ESSERE SFRUTTATE PER UN UTILIZZO AMPIO)

L’identità del giocatore UNIVERSALE sarà adeguata ed aperta ad un contesto di natura ampia e complessa, plasmabile a mettere in atto competenze e conoscenze tattiche nelle diverse zone del campo, nelle diverse fasi di gioco e con diversi compiti. (ALABA, SERGI ROBERTO, RAFINHA)

L’identità del giocatore SEMI-UNIVERSALE sarà adatta a mettere in atto competenze e conoscenze tattiche NON in tutte le zone del campo, nelle diverse fasi e con diversi compiti. (MASCHERANO, MARTINEZ, MULLER, LAHM)

L’identità del giocatore SPECIFICO sarà adatta a mettere in atto competenze e conoscenze tattiche in POCHE zone del campo, nelle diverse fasi e con POCHI compiti e precisi. (MAICON, MORATA, GERVINHO)
Quindi possiamo dire che il GIOCATORE NASCE UNIVERSALE O DIVENTA UNIVERSALE ?

POSSIAMO DIRE CHE IL GIOCATORE PUO’ TIRARE FUORI LA SUA CONOSCENZA UNIVERSALE DIPENDENTEMENTE DAL CONTESTO IN CUI SI TROVA ??

ALABA IN UN CLUB DIVERSO O IN UN CAMPIONATO DIVERSO CONTINUEREBBE AD ESSERE UN GIOCATORE UNIVERSALE ??

VIDAL o KOMAN NEL BAYERN MONACO CONTINUANO AD ESSERE GIOCATORI SPECIFICI COME LO ERANO LO SCORSO ANNO NELLA JUVENTUS ??

Possiamo quindi dire ad alta voce che il GIOCATORE NASCE UNIVERSALE e che il GIOCATORE SPECIFICO non esiste… QUELLO CHE NOI CONSIDERIAMO SPECIFICO O SPECIALISTICO O SPECIALIZZATO IN REALTA’ NON ESISTE… E’ SOLO UNA MANCANZA DI UNIVERSALITA’ !!
Se non siamo capaci di trasmettere i concetti di universalità del gioco è più semplice ridurre le competenze del giocatore e definirlo specifico.
IL “CALCIO” NON HA CREATO IL GIOCATORE SPECIFICO…

…QUESTO TIPO DI GIOCATORE E’ IL RISULTATO DELLA MANCANZA DI COMPETENZA SULL’UTILIZZO
UNIVERSALE E CIRCOSTANZIALE ALL’INTERNO DEL CAMPO…

 

Allenando.it è partner del Congresso Internazionale “Juego Circustancial y Jugador Universal” che si svolgerà a Roma nei giorni 11 e 12 Giugno.

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Gianvito Piglionica

Gianvito Piglionica

Manager Italia @Videobserver, Analyst Acqua&Sapone, Writer @FutbolTactico, Allenatore Uefa A, Direttore#AllenatoreClinic, VideoAnalyst [email protected]

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