A che servono gli errori

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Quante decisioni da prendere nello stesso momento. Ho bisogno di fiducia da parte del mio mister. Speriamo non mi rimproveri proprio adesso perché così non ce la farei mai!

Come deve comportarsi un allenatore quando rileva un errore in alcuni piccoli giocatori? Deve affrettarsi a correggerlo? E come? I bambini tra i 6 e gli 8 anni utilizzano gli schemi motori in modo grezzo, le loro capacità coordinative non sono ancora sviluppate. Questa è l’età delle sperimentazioni, dunque l’allenatore non può addestrare gli allievi fornendo solo modelli da copiare ma abituerà i giocatori a risolvere i problemi motori con la propria testa e le proprie capacità, dando la possibilità di provare e riprovare, senza l’assillo del tempo e del risultato immediato, consentendo di sbagliare.

Di fronte all’errore, invece di affrettarsi a correggerlo, magari urlando, l’allenatore potrebbe guardare l’errore come un rivelatore delle competenze raggiunte dal giocatore stesso. Esso segnala a quale livello di elaborazione mentale e/o  di esecuzione motoria potrebbe essere avvenuto il problema che impedisce la realizzazione in toto del compito. Per esempio un gol mancato può essere dovuto all’incapacità da parte di un bambino insicuro di controllare l’ansia in situazioni emotive stressanti, oppure all’incapacità di realizzare il gesto coordinato di calciare in porta.

Facilitare l’apprendimento

Se l’allenatore si pone come colui che facilita l’apprendimento del calcio e non solo come un dispensatore di verità e consigli, l’errore fornisce un’informazione di ritorno all’operato dell’allievo (ho calciato troppo piano? ho sbagliato la mira?) e anche al tecnico (ho proposto l’attività giusta? mi sono espresso chiaramente? ho dimostrato il gesto?).

Durante la correzione bisogna porre attenzione pedagogica al modo in cui si interviene. L’allenatore che assume un atteggiamento positivo e costruttivo nei confronti di chi sbaglia, ha più possibilità di aiutare il bambino. A nessuno piace sbagliare, cosa che difficilmente si fa per dispetto. L’errore provoca già di per sé un abbassamento di fiducia nelle proprie possibilità e spesso è fonte di mortificazione, quindi è bene non rincarare la dose con commenti e affermazioni aggressive.

Occorre dosare le correzioni anche per non creare confusione nel bambino che sta imparando. A volte è più efficace non correggere, ma lasciare più tempo per fare sperimentare un gesto nuovo.

La correzione può essere collettiva, se riguarda un errore comune all’intero gruppo.

[Da ‘il nuovo calcio’]


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By Francesco Ambrosini

UEFA Youths & Grassroots subCoach • Editor @tacticalpedia • Creator of #PLEX Environment for Coaching #PlayLearn #LiquidSoccer

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